Nel dopoguerra partirono in molti per il Continente americano.
Erano anni di stenti e si faceva fatica a vedere un futuro possibile, si cercava la svolta, quasi a volere esorcizzare tutto e riscrivere da capo.
Tra questi partì anche mio padre e di certo anche lui portò con sè i suoi sogni e speranze.
Probabilmente non ha vissuto come a me sarebbe piaciuto, ne ha fatto tutte le scelte giuste, ma si sa, ognuno di noi è come è, niente può farti cambiare totalmente e niente è giusto o sbagliato se non lo leggi dal lato di chi lo ha deciso.
Gli anni ti scorrono addosso e ti danno il tempo di fare i tuoi sbagli e le tue scelte, rimettendoti davanti agli occhi la storia e concedendoti parametri di misura, che ti fanno limare i giudizi che avevi dato.
Niente è perfetto, niente è totalmente giusto o completamente sbagliato. Come mi è sempre piaciuto parafrasare: "la vita non è ne bianca ne nera, ma una lunga serie di sfumature di grigio".
Stasera ho visto forse per la decima volta il film "La leggenda del pianista sull'oceano" e come ogni cosa che ti tocca nel profondo, anche questo film mi regala ogni volta un profondo momento di introspezione. "Tu pensa a un pianoforte, i tasti iniziano, i tasti finiscono. Tu lo sai che sono ottantotto e su questo nessuno può fregarti; non sono infiniti loro, tu sei infinto e dentro quegli ottantotto tasti la musica che puoi fare è infinita… ", dice più o meno così Novecento, il personaggio principale del film e in quel dialogo che intrattiene col suo amico, sul finale, c'è tanta di quella verità detta tutta in una volta, che rimango sempre attònito.
Perchè facciamo le scelte che facciamo e perchè a volte pur sapendo di averle sbagliate non torniamo sui nostri passi?! Mio padre ha commesso errori, io ne ho commesso e ne sto commettendo... quanto complicati siamo noi essere umani, quanto stupidi e orgogliosi riusciamo a diventare, al punto di rovinarci la vita. Alcuni scacciano i propri pensieri insistendo nel volere indicare agli altri "mo ti dico io come devi fare, tu devi stare a sentire a me...", che risate mi faccio nello scorgere quel lampo di inquietudine che guizza nei loro occhi quando li guardo fissi.
Chissà come sarebbe stato se tutto fosse stato diverso, se a quel bivio avessi preso l'altra direzione...ma questa non è una leggenda ed io non posso aggiustare il tempo, posso solo cercare di viverlo secondo le mie scelte, sperando che non siano troppo condizionate.
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Commenti
non affiggerti troppo, alla fine può accadere tutto in un giorno
come primissimo intervento ho commentato questo tuo articolo, è toccante, sia lo spezzone di film (fantastico) sia potere entrare in questo tuo momento intimo di riflessione...
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